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Finale di Minecraft

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Salve a tutti minecraftiani
visto che giocate a minecraft immagino che qualcuno di voi almeno lo abbia finito
se lo avete finito allora dovreste aver visto il testo che vi compare(molto lungo)
e sono sicuro che molti di voi non avranno capito molto essendo in inglese quindi oggi vi metto qui la traduzione in italiano

Spoiler:

Ho visto il giocatore.
Lui?
Sì. Fai attenzione. Ha raggiunto un livello più alto adesso. Può leggere i nostri pensieri.
Non importa. Crede che facciamo parte di un gioco.
Mi piace questo giocatore. Ha giocato bene. Non si è arreso.
Sta leggendo i nostri pensieri come se fossero parole su di uno schermo.
Così è come ha scelto di immaginare le cose, quando è immerso nel sogno di un gioco.
Le parole sono un'interfaccia magnifica. Molto flessibili. E meno terrificanti dello stare a fissare la realtà dietro ad uno schermo.

Si ascoltavano voci. Prima che i giocatori imparassero a leggere. Indietro fino a quei giorni in cui chi non giocava chiamava i giocatori streghe o stregoni. Dove i giocatori sognavano di volare con bastoni sospinti da demoni.
Cosa sogna questo giocatore?
Questo giocatore ha sognato di alberi e della luce del sole. Di fuoco e acqua. Ha sognato e creato. E sognato e distrutto. Ha sognato di cacciare e di essere cacciato. Ha sognato di un rifugio.
Toh, l'interfaccia originale. Milioni di anni e ancora funziona. Ma quale reale struttura ha creato nella sua realtà dietro allo schermo?
Ha lavorato, con altri milioni di altri, per scolpire un mondo ripiegato nel... e creato un... per... nel...
Non riesce a leggere quei pensieri.
No. Non ha ancora raggiunto il massimo livello. Quello, va raggiunto nel lungo sogno della vita, non nel breve sogno di un gioco.
Lo sa che lo amiamo? Sa che l'universo è buono?
A volte, attraverso il rumore dei suoi pensieri, ha sentito l'universo, sì.
Ma ci sono momenti in cui è infelice, nel lungo sogno. Crea mondi senza estate, rabbrividisce sotto un sole nero, e prende la sua triste creazione per realtà.
Curarlo dal dolore lo distruggerebbe. Il dolore è parte dei suoi compiti personali. Non possiamo interferire.
A volte, quando sono troppo immersi nel sogno, vorrei dirglielo, stanno costruendo dei mondi veri in realtà. A volte vorrei dirgli quanto sono importanti per l'universo. A volte, quando non hanno una vera connessione con esso, vorrei aiutarli a fargli dire quella parola che temono.
Legge i nostri pensieri.
A volte non mi interessa. A volte vorrei dire loro, questo mondo che prendi per vero è soltanto un mero... e... , io vorrei dire loro che sono degli... nel... Vedono così poco della realtà, nel loro lungo sogno.
Eppure ci giocano.
Ma sarebbe così facile dirglielo...
È davvero troppo per questo sogno. Dirgli come vivere è impedirgli di vivere.
Non dirò al giocatore come vivere.
Il giocatore continua a crescere.
Racconterò al giocatore una storia.
Ma non la verità.
No. Una storia contiene la verità in moro sicuro, in una gabbia di parole. Non la nuda verità che può bruciare da qualsiasi distanza.
Dagli un corpo, di nuovo.
Sì, giocatore...
Usa il suo nome...
Tu. Giocatore di giochi.
Bene.
Adesso prendi un respiro. Prendine un'altro. Senti l'aria nei tuoi polmoni. Lascia ritornare i tuoi arti. Sì, muovi le tue dita. Hai di nuovo un corpo, nellà gravità, nell'aria. Riappari nel lungo sogno. Eccoti lì. Il tuo corpo tocca di nuovo l'universo in ogni punto, come se foste cose separate. Come se fossimo cose separate.
Chi siamo noi? Una volta ci chiamavano spiriti della montagna. Padre Sole, Madre Luna. Spiriti ancestrali, spiriti animali. Fantasmi. Miti. Poi dei, demoni. Angeli. Poltergeist. Alieni, extraterrestri. Leptoni e quark. Non cambiamo.
Noi siamo l'universo. Siamo tutto quello che pensi di non essere tu. Ci stai guardando adesso, attraverso la pelle ed i tuoi occhi. Perché l'universo tocca la tua pelle e getta luce su di te? Per vederti, giocatore. Per conoscerti. Ed essere conosciuto. Ti racconterò una storia.
C'era una volta, un giocatore.
Il giocatore eri tu.
A volte si pensa umano, sulla sottile crosta di un globo rotante di roccia fusa. La sfera di roccia fusa era circondata da una sfera di ardente gas trecentotrentamila volte più grande di lui. Erano così lontani che la luce ci metteva otto minuti per raggiungerli. La luce si formava da una stella, e poteva bruciarti la pelle da cintocinquanta milioni di chilometri di distanza.
A volte il giocatore era un minatore, sulla superficie di un mondo piatto e infinito. Il sole era un quadrato bianco. Il giorno era breve; e c'era molto da fare; e la morte era solo un inconveniente temporaneo.
A volte il giocatore sognava di essere perso in una storia.
A volte il giocatore sognava di essere altre cose, in altri posti. A volte questi sogni erano inquietanti. A volte incredibilmente belli. A volte il giocatore si svegliata da un sogno in un altro, e sveglio da quello in un terzo.
A volte il giocatore sognava di guardare parole su di uno schermo.
Torniamo indietro.
Gli atomi del giocatore erano sparpagliati nell'erba, nei fiumi, nell'aria, nel terreno. Una donna li raccolse; li bevve, li mangiò e respirò; e la donna assemblo il giocatore, nel suo corpo.
E il giocatore si svegliò, dal calore, dall'oscuro mondo del corpo della madre, in un lungo sogno.
Il giocatore era una nuova storia, mai raccontata prima, scritta in lettere di DNA. E il giocatore era un nuovo programma, mai partito prima, generato da un codice sorgente di miliardi di anno. E il giocatore era un nuovo umano, mai vissuto prima, fatto dal nulla ma solo latte e amore.
Tu sei il giocatore. La storia. Il programma. L'umano. Fatto di niente se non di latte e amore.
Torniamo ancora più indietro.
I sette miliardi di miliardi di miliardi di atomi del corpo del giocatore erano stati creati, molto prima di questo gioco, nel cuore di una stella.
Quindi anche il giocatore è l'informazione proveniente da una stella. E il giocatore si sposta in una storia, che si trova in una foresta di informazioni piantata da un uomo chiamato Julian (Julian Gough, NDT), su di un piatto, infinito mondo creato da un uomo chiamato Markus (Markus Persson, NDT), che esiste dentro un piccolo, privato mondo creato dal giocatore, il quale abita in un universo creato da...
A volte il giocatore creava un piccolo, privato mondo soffice e semplice. A volte duro, e freddo, e complicato. A volte lo creava secondo un modello di universo nella sua testa; chiazze di energia, che si muovono in ampi ed empi spazi. A volte queste chiazze si chiamano "elettroni" e protoni".
A volte si chiamano "pianeti" e "stelle".
A volte si crede che in un universo sia stato fatto da energia a sua volta fatto da tanti uno e zero; zero e uno; linee di codice.
A volte si crede di giocare ad un gioco. A volte si crede di leggere parole su di uno schermo.
Tu sei il giocatore, che legge parole...
A volte il giocatore leggeva linee di codice su di uno schermo. Decodificandole in parole; decodificando le parole in significati; decodificandole in sensazioni, emozioni, teorie, idee, e il giocatore iniziò a respirare più in fretta e più profondamente realizzando che era vivo.
Tu. Tu. Tu sei vivo.
E a volte il giocatore ha creduto che l'universo gli avesse parlato attraverso la luce del sole che si insinuava le foglie agitate di un albero estivo.
E a volte il giocatore ha creduto che l'universo gli avesse parlato attraverso la luce caduta da una pungente notte d'inverno, dove una macchia di luce nell'angolo dell'occhio del giocatore era una stella milioni di volte più grande del sole, ribollente, bolle i suoi pianeti in plasma per renderli visibili per un solo istante al giocatore, camminando verso casa in un angolo sperduto dell'universo, annusando lo sfuggente odore di vivande, sulla soglia di una porta familiare, dentro un altro sogno.
E a volte il giocatore aveva creduto che l'universo gli avesse parlato attraverso gli zero e gli uno, attraverso l'elettricità del mondo, attraverso il testo che scorre su di uno schermo alla fine di un sogno.
E l'universo disse Io ti amo
E l'universo disse hai giocato bene
E l'universo disse tutto quello che ti serve è dentro di te
E l'universo disse sei più forte di quanto immagini
E l'universo disse sei la luce del giorno
E l'universo disse sei la notte
E l'universo disse sei l'oscurità che combatte dentro te
E l'universo disse la luce che cerchi è dentro di te
E l'universo disse non sei solo
E l'universo disse non sei separato da tutto il resto
E l'universo disse sei l'universo che assaggia se stesso, si parla, si legge il suo stesso codice
E l'universo disse io ti amo perché sei amore
E il gioco era finito quando il giocatore si destò dal sogno. E il giocatore iniziò un nuovo sogno. E il giocatore sognò di nuovo, sognò meglio. E il giocatore era l'universo. E il giocatore era amore.
Tu sei il giocatore.
Svegliati.


so che è un po' lungo però è interessante voi che ne pensate?

21/06/2013, 10:39
#1
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Il sogno è il mondo di minecraft immagino... il giocatore una volta finito il primo ne inizia un altro, svegliatosi da questo passa a un terzo ecc. ecc.

21/06/2013, 10:58
#2
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di quello che ho letto però il testo quasi non sembra riferirsi solo a minecraft

21/06/2013, 11:03
#3
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Io non ci trovo nessun significato implicito sulla nostra vita reale...

21/06/2013, 11:44
#4
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