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Non resterà nulla dell Italia
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 11/07/2014, 1:49 da digger.)

Il criceto mannaro
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Articolo lungo ma interessante.
Se non avete voglia di leggerlo, vedetevi solo le prime righe e la parte finale, quelle in cui vi dice che l'italia non ha speranza di sopravvivere nei prossimi anni, nel mio piccolo, sono d'accordo con lui.
L'articolo è d qualche mese fa, ma proprio per questo si vede quanto ci aveva azzeccato visto che da allora le cose sono solo peggiorate.
A tutto quello che dice io però aggiungerei la responsabilità degli italiani coglioni che votano le persone sbagliate.
E aggiungerei a Monti e Letta che ora c'è pure Renzi che sta continuando sulla stessa strada, a dimostrazione che è vero che non c'è speranza e che l'italia è destinata a fallire.

Rimane sempre valido (secondo me ovviamente) il mio solito consiglio, andatevene dall'italia se potete e fatelo alla svelta prima che sia troppo tardi!



Allarme della London School of Economics: “Non rimarrà nulla dell'Italia”
Giovedì, 17 ottobre 2013 - 15:14:00
Nel giro di 10 anni del nostro Paese non rimarrà più nulla. O quasi. E' la conclusione catastrofica cui giunge nella sua analisi il professore Roberto Orsi della London School of Economics and Political Science (LSE). Che cosa ci sta portando alla dissoluzione e all'irrilevanza economica? Una classe politica miope che non sa fare altro che aumentare le tasse in nome della stabilità. Monti ha fatto così. E Letta sta seguendo l'esempio. Il tutto unito a una "terribile gestione finanziaria, infrastrutture inadeguate, corruzione onnipresente, burocrazia inefficiente, il sistema di giustizia più lento e inaffidabile d’Europa".

L'ANALISI DI ORSI

“Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all’Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent’anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampate terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale. Lo scenario di un serio crollo delle finanze dello Stato italiano sta crescendo, con i ricavi dalla tassazione diretta diminuiti del 7% in luglio, un rapporto deficit/Pil maggiore del 3% e un debito pubblico ben al di sopra del 130%. Peggiorerà.

Il governo sa perfettamente che la situazione è insostenibile, ma per il momento è in grado soltanto di ricorrere ad un aumento estremamente miope dell’IVA (un incredibile 22%!), che deprime ulteriormente i consumi, e a vacui proclami circa la necessità di spostare il carico fiscale dal lavoro e dalle imprese alle rendite finanziarie. Le probabilità che questo accada sono essenzialmente trascurabili. Per tutta l’estate, i leader politici italiani e la stampa mainstream hanno martellato la popolazione con messaggi di una ripresa imminente. In effetti, non è impossibile per un’economia che ha perso circa l’8 % del suo PIL avere uno o più trimestri in territorio positivo. Chiamare un (forse) +0,3% di aumento annuo “ripresa” è una distorsione semantica, considerando il disastro economico degli ultimi cinque anni. Più corretto sarebbe parlare di una transizione da una grave recessione a una sorta di stagnazione.

Il 15% del settore manifatturiero in Italia, prima della crisi il più grande in Europa dopo la Germania, è stato distrutto e circa 32.000 aziende sono scomparse. Questo dato da solo dimostra l’immensa quantità di danni irreparabili che il Paese subisce. Questa situazione ha le sue radici nella cultura politica enormemente degradata dell’élite del Paese, che, negli ultimi decenni, ha negoziato e firmato numerosi accordi e trattati internazionali, senza mai considerare il reale interesse economico del Paese e senza alcuna pianificazione significativa del futuro della nazione. L’Italia non avrebbe potuto affrontare l’ultima ondata di globalizzazione in condizioni peggiori.

La leadership del Paese non ha mai riconosciuto che l’apertura indiscriminata di prodotti industriali a basso costo dell’Asia avrebbe distrutto industrie una volta leader in Italia negli stessi settori. Ha firmato i trattati sull’Euro promettendo ai partner europei riforme mai attuate, ma impegnandosi in politiche di austerità. Ha firmato il regolamento di Dublino sui confini dell’UE sapendo perfettamente che l’Italia non è neanche lontanamente in grado (come dimostra il continuo afflusso di immigrati clandestini a Lampedusa e gli inevitabili incidenti mortali) di pattugliare e proteggere i suoi confini. Di conseguenza , l’Italia si è rinchiusa in una rete di strutture giuridiche che rendono la scomparsa completa della nazione certa.

L’Italia ha attualmente il livello di tassazione sulle imprese più alto dell’UE e uno dei più alti al mondo. Questo insieme a un mix fatale di terribile gestione finanziaria, infrastrutture inadeguate, corruzione onnipresente, burocrazia inefficiente, il sistema di giustizia più lento e inaffidabile d’Europa, sta spingendo tutti gli imprenditori fuori dal Paese. Non solo verso destinazioni che offrono lavoratori a basso costo, come in Oriente o in Asia meridionale: un grande flusso di aziende italiane si riversa nella vicina Svizzera e in Austria dove, nonostante i costi relativamente elevati di lavoro, le aziende troveranno un vero e proprio Stato a collaborare con loro, anziché a sabotarli. A un recente evento organizzato dalla città svizzera di Chiasso per illustrare le opportunità di investimento nel Canton Ticino hanno partecipato ben 250 imprenditori italiani.

La scomparsa dell’Italia in quanto nazione industriale si riflette anche nel livello senza precedenti di fuga di cervelli con decine di migliaia di giovani ricercatori, scienziati, tecnici che emigrano in Germania, Francia, Gran Bretagna, Scandinavia, così come in Nord America e Asia orientale. Coloro che producono valore, insieme alla maggior parte delle persone istruite è in partenza, pensa di andar via, o vorrebbe emigrare. L’Italia è diventato un luogo di saccheggio demografico per gli altri Paesi più organizzati che hanno l’opportunità di attrarre facilmente lavoratori altamente, addestrati a spese dello Stato italiano, offrendo loro prospettive economiche ragionevoli che non potranno mai avere in Italia.

L’Italia è entrata in un periodo di anomalia costituzionale. Perché i politici di partito hanno portato il Paese ad un quasi – collasso nel 2011, un evento che avrebbe avuto gravi conseguenze a livello globale. Il Paese è stato essenzialmente governato da tecnocrati provenienti dall’ufficio del Presidente Repubblica, i burocrati di diversi ministeri chiave e la Banca d’Italia. Il loro compito è quello di garantire la stabilità in Italia nei confronti dell’UE e dei mercati finanziari a qualsiasi costo. Questo è stato finora raggiunto emarginando sia i partiti politici sia il Parlamento a livelli senza precedenti, e con un interventismo onnipresente e costituzionalmente discutibile del Presidente della Repubblica, che ha esteso i suoi poteri ben oltre i confini dell’ordine repubblicano. L’interventismo del Presidente è particolarmente evidente nella creazione del governo Monti e del governo Letta, che sono entrambi espressione diretta del Quirinale.

L’illusione ormai diffusa, che molti italiani coltivano, è credere che il Presidente, la Banca d’Italia e la burocrazia sappiano come salvare il Paese. Saranno amaramente delusi. L’attuale leadership non ha la capacità, e forse neppure l’intenzione, di salvare il Paese dalla rovina. Sarebbe facile sostenere che Monti ha aggravato la già grave recessione. Letta sta seguendo esattamente lo stesso percorso: tutto deve essere sacrificato in nome della stabilità. I tecnocrati condividono le stesse origini culturali dei partiti politici e, in simbiosi con loro, sono riusciti ad elevarsi alle loro posizioni attuali: è quindi inutile pensare che otterranno risultati migliori, dal momento che non sono neppure in grado di avere una visione a lungo termine per il Paese. Sono in realtà i garanti della scomparsa dell’Italia.

In conclusione, la rapidità del declino è davvero mozzafiato. Continuando su questa strada, in meno di una generazione non rimarrà nulla dell’Italia nazione industriale moderna. Entro un altro decennio, o giù di lì, intere regioni, come la Sardegna o Liguria, saranno così demograficamente compromesse che non potranno mai più recuperare.

I fondatori dello Stato italiano 152 anni fa avevano combattuto, addirittura fino alla morte, per portare l’Italia a quella posizione centrale di potenza culturale ed economica all’interno del mondo occidentale, che il Paese aveva occupato solo nel tardo Medio Evo e nel Rinascimento. Quel progetto ora è fallito, insieme con l’idea di avere una qualche ambizione politica significativa e il messianico (inutile) intento universalista di salvare il mondo, anche a spese della propria comunità. A meno di un miracolo, possono volerci secoli per ricostruire l’Italia.”


digger
11/07/2014, 1:47
#1
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Ma se l'italia fallisce e noi siamo qui cosa succede?

11/07/2014, 14:02
#2
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Il criceto mannaro
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Che facciamo la fame :d ovviamente a meno che non stiate bene di famiglia, abbiate un sacco di soldi da parte, abbiate qualche attività che rende etc etc, altrimenti non avete di che preoccuparvi


digger
11/07/2014, 15:43
#3
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Ok. e dopo Cosa può accadere? in genere

11/07/2014, 20:27
#4
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Il criceto mannaro
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niente, cosa dovrebbe accadere? guarda paesi come l'Africa o altri paesi poveri, cosa succede? niente, restano nella povertà per intere generazioni senza che cambi niente, succede che fanno una vita schifosa di stenti e di fame. Questo succederà , qualcuno troverà il modo di stare bene, ma la stragrande maggioranza starà male e questo per intere generazioni, e forse un giorno le cose cambieranno, forse, oppure resterà cosi per sempre, chi può dirlo.


digger
12/07/2014, 0:17
#5
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maurow
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pura verità!! eppure vediamo come ogni giorno che passa (almeno io ) diventa tutto più difficile , ma facciamo finta che sia solo un "giorno in meno" , credo che molti di voi siate ancora troppo giovani per guardarvi attorno come andrebbe fatto , e vi capisco , anche io da ragazzo non mi importava troppo della vita degli altri ,poi crescendo farete le vostre esperienze e allora trarrete le vostre conclusioni . ci vorrebbe un pò di amore per la patria , per noi stessi e per il nostro prossimo .... <3


La libertà non si insegna, è una scelta individuale.
12/07/2014, 22:51
#6
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Che dire, studierò bene l'inglese, mi prendo qualche certificazione e me ne vado da qualche parte dove coltivare le mie passioni...

13/07/2014, 23:52
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BF Master
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emigrare,emigrare,emigrare!

14/07/2014, 13:14
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(11/07/2014, 1:47)digger Ha scritto:

[Per vedere i link devi REGISTRARTI.]

Rimane sempre valido (secondo me ovviamente) il mio solito consiglio, andatevene dall'italia se potete e fatelo alla svelta prima che sia troppo tardi!

(13/07/2014, 23:52)Pocciox Ha scritto:

[Per vedere i link devi REGISTRARTI.]

Che dire, studierò bene l'inglese, mi prendo qualche certificazione e me ne vado da qualche parte dove coltivare le mie passioni...

(14/07/2014, 13:14)generalmistic Ha scritto:

[Per vedere i link devi REGISTRARTI.]

emigrare,emigrare,emigrare!

per quanto in molti pensiamo che sia una delle poche(pochissime) soluzioni,
io sono convinto che invece voglio rimanere qui nel "mio" paese
perché penso che comunque
(premettendo che io non considero dei "codardi" quelli che migrano per la crisi dall'Italia come vorreste fare voi, ma anzi capiscono quanto sia difficile la nostra situazione)
un giorno quando avrò circa una trentina quarantina d'anni
potrò dare, a modo mio, un contributo piccolo o grande che sia.
A volte mi piacerebbe per esempio pensare come sarebbe se noi(con noi intendo tutti quelli che la pensano come noi)
avessimo un partito, e "svolgessimo" una carriera politica,
stile m5s però più "aggressivi di loro".

IO voglio rimanere, perché sono sicuro che un giorno ce la faremo a portare di nuovo su questo paese corrotto,
basta che noi(anche pochi che siamo) ci diamo tanto da fare


giusto??? Happywide

14/07/2014, 17:28
#9
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Il criceto mannaro
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da un lato mi viene da dirti fai bene a pensare cosi, perchè sono quelli che ragionano come te che possono cambiare le cose, non quelli come me.
Dall'altra però mi viene anche da dirti che sei un idealista. Che la verità è che non ce la puoi fare a cambiare le cose, perchè per cambiare le cose ci vogliono i numeri, ci vuole che un intero popolo voglia cambiare le cose. Invece cosa vedo? che buona parte di questo paese adora gente come berlusca, o come renzi, vedo che sono ciechi, che non capiscono come stanno le cose e dove stiamo andando. Oppure ancora peggio lo vedono ma gli sta bene cosi, o perchè hanno interessi o perchè sono scemi.
Quindi quello che penso alla fine è che non c'è davvero speranza per questo paese. Puoi metterci tutta la buona volontà che vuoi ma non puoi niente contro i mezzi di informazione pilotati, l'esempio lampante te l'ha dato il movimento 5 stelle, con Beppe in testa. Se una realtà come questa non è riuscita a trascinarsi dietro le masse chi vuoi che ci riesca?
E dalle notizie e info che leggo in internet mi sto facendo un quadretto del futuro davvero preoccupante, perchè il problema non è solo italiano, ma di quello che sta succedendo in europa e nel mondo. Solo che se nel tuo paese hai dei governanti di cui ti fidi e che fanno il bene del paese allora sai che potrai affrontare i problemi europei al meglio.
Se nel tuo paese sai di avere di furfanti che pensano solo a curare i propri interessi e quelli di qualche personaggio a noi invisibile a discapito del bene degli italiani allora scusa ma il mio pessimismo diventa nero.
Ci aspetta un futuro da terzo mondo, altro che darsi da fare per cambiare le cose, mi spiace dirlo, ma il momento di cambiare le cose era quando c'è stato il boom del m5s, li l'italia intera doveva svegliarsi e appoggiarlo, non l'ha fatto... forse saremmo ancora in tempo per cambiare, ma se domani stesso tutti capissero qual è la strada giusta, invece cosa vedo ? che Renzi ha preso il 40% alle ultime votazioni e a quanto pare il consenso nei suoi confronti sta pure crescendo e allora scusate ma mi pare chiaro che non ci sono piu molti margini per tornare sulla strada giusta.


digger
14/07/2014, 18:23
#10
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(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 14/07/2014, 19:58 da Lelep0w4.)

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beh allora ti dico che io sono un idealista convinto(molto convinto)
e sono uno che non si arrende alla prima occasione(se è davvero una cosa per cui mi interessa davvero combattere)
quindi se ne avrò la possibilità cercherò(almeno spero) di fare tutto il possibile in qualsiasi modo;

e poi se ce ne andiamo tutti quanti che succederà?
in Italia non potranno rimanere solo i politici e qualche ricco(celebrità, vip ecc.)

penso che valga più la pena combattere e perdere piuttosto che arrendersi(/andarsene) senza fare niente o comunque rinunciare a tutto(anche se dovesse essere l'unica soluzione materiale)

14/07/2014, 19:57
#11
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Nonostante la completa ignoranza di Renzi sull'inglese (e quindi immagino su tante altre cose), la gente lo vuole votare perchè i banchieri (dico così perchè così succede dove abito io ) dicono che bisogna votare renzi perchè l'italia ha bisogno di stabilità, e tutti gli credono. Ma mi spieghi a che ci serve la stabilità in un momento come questo??

14/07/2014, 20:00
#12
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(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 14/07/2014, 21:23 da digger.)

Il criceto mannaro
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Ma infatti sono tutte palle, come il fatto che l'Italia ha bisogno di riforme, con la storia delle riforme vedrai quanto in fondo al c** ce lo metteranno. Sono tutte scuse per togliere le poche garanzie democratiche rimaste. Ogni volta che parlano di modificare la costituzione vi dovete terrorizzare. La costituzione così come è ora è l'unica cosa che ancora gli sta impedendo di fare tutte le porcate che hanno in testa. E infatti guarda caso parlano di cambiarla, ovviamente per il bene del paese... Come al solito è tutti se la bevono


digger
14/07/2014, 21:05
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